• Endocrinologia

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    Endocrinologia

    Lo studio di endocrinologia di Neomedica a Roma offre un accurato inquadramento clinico-diagnostico in particolare nell’ambito tireologico, mirato a verificare la funzione e la struttura della ghiandola tiroide, sia per prevenzione che per scopo curativo.

    L’endocrinologo effettua visite endocrinologiche integrate sia con i principali parametri biochimici che con gli esami diagnostici quali l’ecografia e l’ecocolordoppler tiroideo.

    Al fine di curare o prevenire le patologie tiroidee, vengono forniti al paziente tutti gli strumenti utili alla risoluzione di tali patologie, integrandosi spesso con altri settori medici specialistici grazie ad una stretta collaborazione interdisciplinare.

  • LA TIROIDE: patologie e prevenzione

    tiroide

    Perché la tiroide è un organo così importante?

    La tiroide è un organo piccolo, ma è molto importante perché regola i processi metabolici ed il consumo di energia dell’intero organismo attraverso la produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Per la sintesi di questi ormoni è indispensabile lo iodio ed è questo il motivo per cui un insufficiente apporto alimentare di iodio può essere seguito (soprattutto durante la gravidanza e l’infanzia) da conseguenze sfavorevoli sullo sviluppo. 

     

    Come possiamo diagnosticare eventuali patologie?

    Vista l’importanza delle funzioni ricoperte da questo organo, è fondamentale eseguire periodici check-up per valutarne il corretto stato di funzionamento.

    Importanti informazioni sono ricavabili dal dosaggio dell’ormone tireostimolante TSH, ovvero quell’ormone di produzione ipofisaria in grado di stimolare la ghiandola tiroidea a sintetizzare i giusti livelli di ormoni tiroidei, necessari ad una corretto funzionamento dei processi metabolici.

    In linea di principio, quando la tiroide funziona meno del necessario (“ipotiroidismo”) il TSH è elevato, mentre quando la funzione tiroidea è eccessiva (“ipertiroidismo”) i livelli del TSH si abbassano fino a divenire indosabili.

    Quali sono i disturbi tiroidei più diffusi, i loro sintomi e i fattori responsabili?

    La tiroide può funzionare meno del necessario a causa di processi infiammatori cronici (“Tiroidite cronica autoimmune o di Hashimoto”), di precedenti trattamenti chirurgici o medico-nucleari, o di errori congeniti della sintesi degli ormoni tiroidei. Poiché la tiroidite cronica autoimmune, la causa più frequente di IPOTIROIDISMO spontaneo, decorre lentamente e in modo inapparente, i sintomi dell’ipotiroidismo si instaurano in genere in modo insidioso nel corso di alcuni anni. Il quadro clinico è spesso caratterizzato da stancabilità, incremento ponderale, sensazione di gonfiore, intolleranza al freddo e difficoltà nella concentrazione. La diagnosi è posta facilmente sulla base del reperto di elevati valori di TSH. Dopo pochi mesi dall’inizio di una terapia i sintomi scompaiono e l’ipotiroidismo viene risolto senza complicanze per l’organismo.

    L’IPERTIROIDISMO invece è indotto da una produzione di ormone tiroideo superiore alle necessità dell’organismo. In questi casi, la tiroide produce una elevata quantità di ormoni che stimolano eccessivamente le funzioni dell’organismo sotto il proprio controllo. I sintomi più frequenti associati a condizioni di aumentata funzionalità tiroidea sono: battito cardiaco accelerato, tremori delle mani, nervosismo ed insonnia, sensazione di caldo e sudorazione, tendenza al dimagrimento e sensazione di facile stancabilità. Le cause di ipertiroidismo sono di varia natura. Tra le più frequenti il Morbo di Basedow, la presenza di noduli iperfunzionanti all’interno della tiroide (“Gozzo tossico nodulare”) o per processi infiammatori come nel caso di Tiroidite subacuta.

    Il NODULO TIROIDEO è un ingrossamento ben circoscritto e delimitato di una parte (anche molto piccola) della tiroide. Noduli tiroidei apprezzabili con la semplice palpazione del collo sono presenti nel 5% circa della popolazione, ma noduli così piccoli da poter essere svelati solo dalla ecografia della tiroide interessano fino al 30-40% della popolazione adulta. E’ chiaro che un disturbo così diffuso è nella maggior parte dei casi del tutto benigno. Tuttavia, è importante selezionare i rari casi (5-7% del totale) che sono costituiti da tumori maligni, ai fini di porre in atto un trattamento precoce che è spesso completamente risolutivo della malattia.

    La visita, l’esame ecografico e il profilo ormonale consentono al medico di giudicare il rischio di malignità dei noduli. Tuttavia, per determinare in modo quasi certo (90-95%) se il nodulo è benigno è spesso necessario eseguire un agoaspirato tiroideo.

    Non trascurare la prevenzione di questo importantissimo organo!