Ipotiroidismo in gravidanza

Ipotiroidismo in gravidanza

E’ noto che le malattie della tiroide hanno una maggiore prevalenza nelle donne in età fertile.

La gravidanza provoca inoltre importanti effetti sulla regolazione della funzione tiroidea influenzando e modificando il decorso delle patologie tireoidee. La gravidanza è infatti caratterizzata da alterazioni fisiologiche della funzione tiroidea. In particolare l’azione TSH-simile dell’hCG comporta, soprattutto entro le prime 10-12 settimane, una relativa riduzione del TSH.

Per eutiroidismo intendiamo sia una condizione nella quale la tiroide funziona in maniera normale, producendo gli ormoni correttamente, sia un quadro nel quale è stato ripristinata una situazione con normali livelli di TSH e di ormoni tiroidei nel sangue, dopo che si erano presentate alterazioni degli stessi, come quelle provocate dall’iper- e dall’ipotiroidismo, ed è quindi una condizione essenziale soprattutto nelle prime settimane di gestazione per garantire lo sviluppo somatico e cerebrale del feto.

In pazienti senza patologia tiroidea nota, è utile effettuare uno screening morfologico e funzionale della tiroide. Al momento del concepimento è necessario verificare i livelli di ormoni tiroidei e nelle pazienti con ipotiroidismo è opportuno attuare una rapida correzione con l’obiettivo di mantenere i valori di TSH <2,5 mUI/L nel primo trimestre, e <3 mUI/L nel secondo e terzo trimestre, sempre mantenendo l’FT4 a livelli normali. I successivi controlli andrebbero effettuati almeno ogni 2 mesi, al fine di attuare le opportune modifiche posologiche. Dopo il parto si può tornare alla posologia pregravidica con nuovo controllo dopo 4-6 settimane, e non ci sono controindicazioni all’allattamento.

In pazienti ipotiroidee che desiderano una gravidanza, è consigliabile adeguare oppure iniziare la terapia con LT4 con l’obiettivo terapeutico di raggiungere un TSH <2,5 mUI/L e un valore di FT4 nel range di normalità, poiché è stato dimostrato che l’ipotiroxinemia (bassi livelli di FT4) materna può provocare deficit neuro-cognitivi nel nascituro.

Dopo il parto va inoltre tenuta presente la possibile comparsa della tiroidite post-partum

Essa si verifica nel 5% di tutte le gravidanze, con maggiore prevalenza nelle pazienti con positività autoanticorpale. Nelle pazienti con tiroidite cronica, il processo autoimmunitario può peggiorare dopo il parto, a causa del generale aumento della produzione di autoanticorpi che si verifica in questo periodo. Per tali motivi, la funzione tiroidea di queste pazienti va periodicamente ed attentamente monitorata nei primi mesi dopo la gravidanza.

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