Batteri resistenti agli antibiotici: quello che c’è da sapere

Gli antibiotici non servono più? Saremo di nuovo vittime di malattie che credevamo vinte? L'Organizzazione mondiale della sanità suona l'allarme sul fenomeno della resistenza dei batteri ai farmaci che dal secolo scorso salvano la vita di milioni di persone.


La resistenza agli antibiotici emerge quando i batteri mutano per proteggere se stessi da un antibiotico. Finora la minaccia della resistenza dei batteri agli antibiotici è stata sottovalutata, ma ormai è un fenomeno diffuso in tutto il mondo e sempre più preoccupante, con l’insorgere di resistenze a un numero sempre maggiore di classi antibiotiche, incluse quelle considerate da “ultima risorsa”. Se non si corre ai ripari, la situazione potrebbe aggravarsi, fino al punto di non ritorno.
Ecco, in poche domande, quello che c’è da sapere sul funzionamento degli antibiotici e sul fenomeno di resistenza batterica:

Come agiscono gli antibiotici?

Ad oggi esistono oltre quindici classi antibiotiche, ognuna delle quali esplica un meccanismo specifico volto alla neutralizzazione dei batteri. Alcuni uccidono i batteri causando la distruzione della loro parete cellulare: è il caso per esempio di penicilline, cefalosporine e carbapenemi. Altri agiscono su componenti cellulari diverse e altri ancora, come i chinoloni, interferiscono con la sintesi del materiale genetico dei microrganismi, di fatto impedendo loro di riprodursi.

Perché si sviluppa la resistenza agli antibiotici?

Lo sviluppo della resistenza è un normale processo evolutivo (già nel 1945 alla conferenza per l’assegnazione del Nobel, Alexander Fleming-scopritore della penicillina- aveva avvertito che i microrganismi avrebbero potuto sviluppare resistenza a questo “meraviglioso farmaco”). Tuttavia, pur essendo un fenomeno naturale è aggravato da un utilizzo scorretto e da un abuso dei farmaci antibiotici.

Quali sono quindi i comportamenti che favoriscono la resistenza?

Prima tra tutte, la malsana abitudine di utilizzare terapie antibiotiche anche in caso di infezioni virali, dove non hanno alcuna utilità. Un esempio? Nove volte su dieci il “mal di gola” è di origine virale e non batterica. Somministrare antibiotici in questi casi non solo non migliorerà la situazione ma al contrario favorirà lo sviluppo di resistenze indesiderate, che potranno manifestarsi in caso di infezioni batteriche successive. Anche prendere farmaci in modo diverso dalle prescrizioni, a dosi inferiori o per un tempo differente da quello raccomandato può favorire l’insorgere di resistenze. Ulteriore pratica messa di recente sotto accusa è la somministrazione di cicli antibiotici a scopo preventivo.

Come possiamo tutelarci allora?

Semplice. Il diktat è uno solo: ESAME COLTURALE E ANTIBIOGRAMMA. Vediamo insieme che cosa sono e perché sono così importanti: L’esame colturale è un esame di laboratorio eseguito per individuare la presenza di batteri in vari distretti (urine, sperma, tratto orofaringeo, espettorato, secrezioni vaginali ecc..) e consiste nella “coltivazione” dei batteri in specifici terreni di coltura che ne garantiscano la crescita. In caso di positività all’esame colturale è necessario eseguire un antibiogramma che ci permetterà di saggiare diversi tipi di antibiotici e di stabilire quale sia il più efficace per la cura dell’infezione diagnosticata.

Quali sono quindi gli errori più frequenti che facciamo? Come possiamo evitarli?

• Se abbiamo mal di gola, prima di prendere qualunque antibiotico dobbiamo confermare che il dolore sia causato da un’infezione batterica e non virale. Come? Effettuiamo un tampone faringeo con esame colturale e antibiogramma. In caso di esito negativo, lasciamo che il nostro raffreddore faccia il suo corso.
• Abbiamo sintomi che ci fanno pensare a una cistite? Portiamo un campione delle urine al nostro laboratorio ed effettuiamo una urinocoltura con antibiogramma. Prendere un antibiotico ad ampio spettro (es. Augmentin) senza essere prima certi che sia efficace contro il nostro ceppo batterico, può causare resistenze indesiderate e rendere la nostra cistite difficilissima da debellare.
• Sospetti una “micosi vaginale”? Lascia che confermiamo il tuo sospetto! Assumere antifungini in assenza di una reale micosi renderà eventuali batteri presenti ancora più aggressivi, destabilizzando la normale flora commensale del nostro organismo.

Senza regole gli antibiotici non funzionano. In Italia la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate d’Europa; un utilizzo consapevole può arginare questo problema!

 

di Cristina Galligani

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